Business alla velocità della luce

Il marketing e il commercio mediante lo strumento Internet hanno ricevuto negli ultimi tempi un'attenzione dalla stampa inferiore solamente al fenomeno del trading on line: il mercato ama pubblicizzare storie di successo nelle vendite, e in questo caso gli esempi non mancano di certo.

Altrettanto certo è che non mancano neppure casi di insuccesso e fallimento - per lo più determinati da errori nella valutazione degli obiettivi e dalla mancanza di una adeguata strategia - ma di questi ultimi l'opinione pubblica è tradizionalmente più portata a dimenticarsi.

È comunque una realtà che migliaia di aziende hanno sviluppato il proprio business in rete nel corso degli ultimi due anni, e molte altre attività che hanno a che fare con Internet sono nate nel giro di pochi mesi e continuano a nascere. Il nuovo corso dell'economia mondiale sembra proprio aver scelto la rete.

A partire dall'avvento del web, cioè dal 1992 e in misura sempre crescente con gli anni, il management aziendale più illuminato e i più lungimiranti uffici di marketing hanno spinto molte aziende a entrare in Internet. Oggi, secondo i dati forniti dalla Inktomi Corp. e dal NEC Research Institute, le pagine web sono più di un miliardo, l'86% delle quali in lingua inglese. Nel

mese di gennaio 2000, una indagine della Nua Internet Surveys ha indicato in ben 248,6 milioni le persone on-line in tutto il mondo: quasi 250 milioni di potenziali consumatori: non è straordinario?

Tuttavia, lo dicono tutte le statistiche e gli studi previsionali, ancora nel prossimo futuro (e per quanto si possa prevedere il futuro da un presente in così vertiginosa trasformazione) la maggior parte del commercio in rete non avrà direttamente a che fare con i consumatori, ma sarà il cosiddetto "business to business", cioè l'insieme delle operazioni commerciali tra le aziende, ad assorbire gran parte delle risorse e dei benefici della rete.

Per completezza di informazione, anche se sono fenomeni che riguardano soprattutto gli Stati Uniti, dopo il b-to-b la seconda e la terza categoria di commercio in Internet, per ampiezza del volume d'affari, sono costituite rispettivamente dalle aziende che vendono allo Stato e dalle aziende che vendono alle istituzioni educative. Quasi l'intero ammontare delle vendite rientra in queste tre categorie; buon ultimo - per ragioni molteplici e complesse - il cosiddetto b-to-c (business to consumer) cioè la vendita diretta, dove pure, specie per particolari categorie merceologiche, le possibilità di successo sono importanti.



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