I sistemi di crittazione dei dati

Chi abbia avuto a che fare con il sito di Amazon e abbia acquistato qualche libro dalla grande libreria on-line di Seattle si sarà certamente imbattuto in un avviso che suona più o meno così: "Safe ordering guaranteed!" (si garantisce la sicurezza dell'ordine). Amazon informa che "6,2 milioni di clienti hanno acquistato i nostri prodotti in tutta sicurezza senza che si sia mai registrata alcuna frode legata all'invio dei dati delle carte di credito", e che tutto questo si deve "a SSL, il migliore software disponibile sul mercato per garantire sicure transazioni commerciali attivando una crittazione di tutti le informazioni personali necessarie all'acquisto". Ma che cos'è in effetti il software SSL (Secure Sockets Layer)?

Facciamo un passo indietro. Seduti alla tastiera del nostro personal e navigando nel web viviamo in una illusoria sensazione di privacy. Illusoria, perché ogni bit che esce dal nostro PC passa attraverso molteplici computer e network prima di arrivare a destinazione. La privacy non è certo uno dei cardini di Internet, e ciò diventa un problema nel momento stesso in cui ci troviamo a inviare in Internet dei dati sensibili, cioè dei dati che hanno a che fare con la nostra sfera del privato. Internet ci ha messo poco a diventare un irrinunciabile canale di business, ci ha messo molto meno tempo di quanto non ne occorresse per mettere a punto dei sistemi di sicurezza, e questo ha ritardato di molto lo sviluppo del commercio elettronico e ha generato una pericolosa diffidenza nel consumatore.

Ora però le cose sono molto cambiate, perché i browser più nuovi supportano la tecnologia SSL e garantiscono la sicurezza del collegamento quando ci connettiamo a un sito che utilizza


La finestra di allarme con cui Internet Explorer ci avvisa che il sito a cui ci stiamo connettendo utilizza sistemi di certificazione digitale e di crittazione dei dati

quel protocollo. Il sito invia al nostro browser un certificato in grado di garantire che il sito è sicuro e autentico, cioè che è esattamente quello che dice di essere. Un occhio attento può notare, a questo punto del collegamento, che il prefisso dell'URL della pagina che stiamo scaricando non è più http, ma https. In qualche caso, in aggiunta alla variazione dell'URL, il browser visualizza una finestra di allarme che ci avvisa della sicurezza del collegamento; un'icona raffigurante un lucchetto chiuso, inoltre, compare al piede del nostro browser.

La tecnologia SSL e la crittazione dei messaggi sono strumenti importanti in grado di contribuire allo sviluppo del commercio elettronico; ci dicono che ci stiamo connettendo con un sito certificato e stiamo utilizzando un sistema sicuro di trasmissione dei dati. All'esplosione dell'e-commerce non serve altro, se non la fiducia del pubblico in queste tecnologie e, a monte, ma questo è un altro discorso, delle connessioni ben più veloci ed economiche di quelle oggi disponibili in Italia.
 



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