I siti web per le aziende
che si rivolgono al grande pubblico

L'obiettivo della personalizzazione dell'offerta potrebbe venir conseguito anche dalle aziende che si rivolgono al grande pubblico, e anzi in una certa misura le tecnologie informatiche possono permetterlo anche a loro. Ma non è detto che questo rientri nelle migliori strategie di gestione di questo genere di siti web.

Più importante, perlomeno nella fase iniziale del lavoro, ossia quella della creazione di una comunità di visitatori e di clienti, è proprio l'allargamento della base, l'aumento dei numeri. Per la fidelizzazione, si potranno spendere energie in seguito.

In altre parole, a un lavoro di analisi qualitativa è preferibile un lavoro di sviluppo quantitativo. E non è detto che una parte sostanziale di esso si debba svolgere in rete: per il momento, e ancora per qualche anno, la gran parte del pubblico non avrà infatti a disposizione un collegamento stabile a Internet (per l'Italia, si calcola che il punto di saturazione in cui in pressoché tutte le famiglie e gli uffici sarà presente un computer si raggiungerà intorno al 2004-2005, le nazioni più evolute d'Europa lo raggiungeranno tra uno e due anni prima, il Nord America e il Giappone lo stanno già quasi raggiungendo).

A che pro, dunque, costruire adesso un sito per il grande pubblico? Per almeno due ragioni: perché il pubblico dei navigatori - e dunque dei clienti potenziali - è comunque già enorme, nell'ordine di milioni di persone; e perché, come spesso succede, chi primo arriva meglio alloggia, comincia a rendersi visibile, fa in tempo a maturare tutta l'esperienza necessaria e al contempo togliere spazio e possibilità ai concorrenti.



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