Trovare ed essere trovati:
motori di ricerca e directory
Chi abbia interesse a promuovere un sito e sia mosso
dallo scopo di farlo visitare dal maggior numero possibile di
navigatori, non può non fare i conti con i motori di ricerca e con le
directory. Se un'azienda si rivolge al grande pubblico - è cioè
orientata al business to consumer - e intende rivolgere il proprio
sito all'attenzione del mondo intero, sfruttare le possibilità offerte
da questi due protagonisti del web è assolutamente vitale, ma
anche le aziende orientate al b-to-b non possono permettersi di non
figurare negli indici, non foss'altro che per il fatto che anche
gli operatori professionali utilizzano questi strumenti per le loro
ricerche di fornitori e di contatti.
Soltanto un paio di anni fa, la registrazione "fai da te" in
pochi motori di ricerca e qualche directory costituiva il 90%
del lavoro di promozione on-line. Ben presto il nostro sito
sarebbe apparso nella sua bella categoria in compagnia di tre o
quattro siti consimili, e a noi non sarebbe restato che aspettare il
gran traffico che certamente sarebbe affluito.
Con l'espansione del web che abbiamo conosciuto
ultimamente, la situazione è radicalmente mutata: il nostro sito
ora appare in una directory nascosto in una lista di dozzine,
centinaia di siti, e fra le migliaia o i milioni di riscontri in una
operazione di un motore di ricerca. Un navigatore ha più probabilità
di vincere alla lotteria di quante ne abbia di trovare
quello che esattamente cerca interrogando un motore di ricerca.
Eppure, la stragrande maggioranza dei navigatori
incomincia ancora oggi la sua avventura nel ciberspazio dai motori
di ricerca e dalle directory. Per questa ragione, se il nostro
scopo è quello di promuovere il nostro sito, non rimane altra
scelta che quella di cercare di imparare a prendere dai motori di
ricerca e dalle directory tutto quello che possono dare,
cercando innanzi tutto di comprenderne il funzionamento e le
logiche interne.
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